30/06/2005
continuo a riascoltare la stessa canzone.
continuo a suonare la stessa canzone.
senza esattezza, ma generalità.
continuo a pensare che le persone di una certa età non debbano guidare.
a maggior ragione se sono suore.
e nel caso guidino, che lo facciano senza tralasciare i particolari del guardarsi in giro tanto il loro dio vede tutto.
se te sei miope, sei miope - non è che i kirkenbriller ti salveranno esimeranno dal portarne di materiali. mettiti gli occhiali se non ci vedi.
se sei rincoglionita e fa caldo non guidare.
continuo a riascoltare la stessa canzone che se non fosse stato per
non l'avrei mai sentita.
continuo a pensare a un sacco di cose
invece di dormire.
perchè durante il giorno ci sono troppe cose da fare da una parte e dall'altra, quando l'unica di cui varrebbe la pena sarebbe stare sulla terrazza del duomo. con gli occhi chiusi per il troppo sole. o in una stanza buia con gli occhi aperti, che è più o meno uguale. l'importante è la costante. rebus: 2,1,2.
teologia, poi. ci mancava solo teologia. o forse è tutta colpa della teologia.
continuo a pensare al condizionale. con i se e i puntuali ma. rivoglio l'implicazione diretta.
stasera sono tutti fuori a divertirsi, io a fare una tragicommedia in un seminterrato poco fuori milano. volevo tornare tardi, sono già qui.
già qui. forse è la volta che vado a dormire ad un'ora decente.
forse no.
rebus anagrammato con sciarada, semantica e parafrasi:
sempre in dormiveglia
2,1,2.
(palindromo, je t'aime.)
29/06/2005
...sì, alla fine la signorina malaussène vince. cosa, non si sa. ma vince.
più o meno.
fa tardi la sera parlando di questo e quello cercando il fascino delle parole o la combinazione vuota ma ad effetto - per cercare di farti capire le cose che ancora non posso dirti. perchè non è tempo e per certe cose ce ne vuole. pedala tranquilla ma veloce mentre tutto il resto di Milano sta quieto in casa, come si fa il martedì sera. seduti a parlare appoggiati al muro o alla ringhiera. we live on front porches.. i sing life away. and swing. guarda le persone che sono con lei e non vede altro. nient'altro. nient'altro di meglio - per quel momento e quel posto.
fa tardi e la mattina non sente apposta la sveglia, invece di scendere di casa scende dal letto, si scusa - poi esce di fretta. Perchè certe cose non cambiano, e lei è sempre, sempre in ritardo. in mostruoso ritardo, o in orario perfetto. perchè non ci sono vie di mezzo. tutto o niente.
e subito.
ma fra quanto è sùbito?
non lo so.
io sono solo la figlia e l'erede
...di niente in particolare.
e mi nascondo per hobby dietro le traduzioni di canzoni che non ascolto, ma leggo.
perchè preferisco di gran lunga l'italiano. è più autoreferenziale.
e l'autoreferenzialità è.
l'importante è essere sereni
variabili.
(indipendenti)
27/06/2005
...presente il signor Malaussène?
25/06/2005
ora probabilmente butterai un occhio all'ora e penserai che questo sia il "classico" aggiornamento nerd notturno pieno d'aria fritta condensata ma con sofferenza e sentimento. le solite cazzate ad un'ora (non poi così) insolita - vero, Lettore? guarderai l'orologio e penserai che voglia scrivere qualcosa di, a scelta: sentimentale, cupo, notturno, cerebrale, incomprensibile, ermetico, ammiccante verso uno di quei tanti "tu" che affollano gli spazi come questo, autoreferenziale con pretese e/o speranze di catarsi e/o compassione (nel senso etimologico del termine) e/o catastrofico (anche qui, come prima) per chi legge. Mh, no. non direi. io ripeto spesso che dorme chi non ha niente che lo tenga sveglio. io mi ripeto spesso. sono una persona insistente persino con me stessa. ...in realtà ci sono delle volte in cui semplicemente non è il momento di dormire. è ancora a chilometri di distanza (e lo scriverò così beffandomi del sistema metrico internazionale). come ora.
ora probabilmente butterai un occhio all'ora, lettore, e penserai che siano i soliti sfoghi da ora tarda. Bè, tardi è tardi. e tardi per tardi.. non è sempre così. e che siano soliti, non c'è dubbio - a costo di sfiorare la nauseabilità. è che siano sfoghi che non mi quadra. non lo sono. glisfoghi sono da dire, non da scrivere. scrivere serve, ma a scordarsi del punto di partenza. o a mettere a (ferro e) fuoco il più possibile.
è che fa caldo, in questi giorni. e la sera esco in bicicletta. torno pedalando senza fretta, anchperchè la strada di casa è in discesa. sottile, ma discesa.
è quando torni a casa la sera in bicicletta,
21/06/2005
mi sono appena resa conto che sono trecentocinquanta e non duecentocinquanta pagine.
come dire, al ventidue del mese mi muore l'illusione. con il fantasma di battisti che svolazza qua e là.
le désespoir, c'est moi.
Verzweiflung ist Mich.
Affogherò in una vaschetta riempita con l'acqua delle angurie. delle angherìe. e mi finirà sicuramente un semino nel naso, tanto per chiudere il quadro. poi uno se le va a cercare - è vero. però..
il senso delle cose dipende dalla posizione da cui le si guarda.
obiettivamente, da qui a domani mattina mi aggiro sui novanta gradi. anche come temperatura all'interno della scatola cranica.
sono bei momenti!
17/06/2005
settimana aenigmistica mode: on
His hero is gone
Paint it black
Black Flag
Rambo
Cibo
Raein
Bloc Party
Comeback kid
Give up the ghost
"trova l'intruso"
(o gli intrusi, boh)
16/06/2005
avviso: sto per fare una battuta pessima ma non riesco a resistere.
la battuta pessima:
la limonata è il succo della vita.
risata a denti stretti: eheh. (dentri stretti perchè il limone è asprigno)
insulti: qui, prego.
14/06/2005
la pioggia calma i bollenti spiriti un fico secco. (senza volgarità, una volta tanto. che poi mia madre mi dice che scrivo da sboccata. io dico che scrivo da sboccare.) (ah, ops. forse dire "sboccare" è scrivere sboccacciati. pazienza.)
mi tappo le orecchie, ma non prima di aver parlato con te.
...this is my tigersuit, this is my tigersuit.
13/06/2005
this is my tigersuit, this is my tigersuit!
mentre la società post-moderna perde la memoria, io ascolto e pedalo.
pedalo veloce.
ascolto piano e attenta,
con il volume alto.
e il morale!
09/06/2005
Nel 1910 Lars Magnus Ericcson, signore piuttosto facoltoso ma altresì d'ingegno, compra un'automobile con cui fare delle gite con la moglie. Nel 1910 Lars Magnus era un uomo d'affari piuttosto indaffarato e già con una certa necessità di comunicazione interpersonale svincolata dalla presenza fisica dei due soggetti comunicanti. Lars Magnus era un uomo piuttosto acuto, e nei suoi viaggi in macchina cominciò a portare con sè due bacchettoni, che attaccava ai pali del telefono.
siore e siori, il primo telefonino.
06/06/2005
è tutta colpa delle parole a quattro, cinque lettere.
un giorno mi prestò un libro sulla fisica romantica (nel senso, dell'Ottocento) e mi disse di trattare quel libro macchiato di caffè sull'ultima pagina con estrema cura.
io risposi che l'avrei trattato come se fosse stato mio figlio, e lei mi disse:
"meglio di no, trattalo come se fosse il figlio di qualcun'altro. guarda come tratto io mia figlia.."
sono già in paranoia per giovedì. per non parlare di venerdì.
sono così in paranoia che non riesco a studiare.
e il non studiare aumenta la paranoia perchè non sto studiando.
sono anche in paranoia perchè non riesco a studiare.
ma sono così in paranoia che non riesco a studiare.
l'inferenza si conclude con
è tutto molto bello.
(e ci assomigliamo tutti nel parlare)
dirò: oggi ho aspettato tutto il giorno che arrivassero le cinque. e l'attesa ha richiesto tutta la mia attenzione. poi sono arrivate le cinque e il treno da roma. l'eufemismo di oggi è sponsorizzato dai pelati corgan, ed è un modo velato di dire che non ho fatto un acciminchia. ("acciminchia" è femminile o maschile?questioni fondamentali della vita)
in loop: INFERNO - Will Smith.
04/06/2005
i media sono apparati socio-tecnici che svolgono la funzione di mediazione nella comunicazione fra soggetti.
io ho memoria visiva ed eventuale.
e passo le giornate a guardare le bolle che salgono.invece di studiare.
ne aspetto una, da un po'. non so come si chiami, ma ho una mezza idea di come sia.
Why is a song a world for me?
in stereo: smiths, troppi; fiya; the end of six thousand zzzzzzzzzzzzzz.
a song for you, a song for me.
02/06/2005
lo sapevi che
le fragole sono più buone in terrazzo?
perdita della concezione del tempo yesplease.
start today.
tumòrrou: friday, i'm in love!

01/06/2005
dicevo, ma non è questa volta. non è stasera.
questo è pop, ma non ha un tempo così facile. e smetterò di ascoltarla solo quando mi riuscirà bene. tutu-tupàtu, tutu-tupàtu.
per questo ed altro.
dicevo, c'è una linea sottile che separa le cose da tenere per sè da quelle che perchè no, si possono pubblicare. puoi urlarlo anche ai treni che passano, non è vero ma è così, non è questo il posto per farlo. un accidenti di blog non è la sede per accuse, suppliche, pianti greci o da rio delle amazzoni, dichiarazioni d'odio amore guerra, razzi di soccorso, o che altro.
le cose spesso non vanno come vorresti andassero, e in casa da solo ti muovi come fosse cosa nuova per un giorno, due al massimo. Le cose che dobbiamo dirci ce le diciamo la prossima volta.
next time.
ci sono quelle canzoni che ascolti distrattamente e te le ritrovi in testa in coda al supermercato, quando pedali in bicicletta e hai le pile del lettore scariche. che ti "svegli" una mattina dopo aver fatto troppo tardi, leggi le notizie cercando di fare attenzione a tutte le parole, e l'unica cosa che ti viene in mente è quella canzone.
per non pensare ad altro.
Don't look at me that way, I know what you're gonna say It's on your face..The scars went up in flames While we waited for the rain That never came
They tried to follow you Yeah I always wanted to Through black and blue But how can I explain When you're taking all the blame Until the end
They've left you out on your own And they've broken all of your bones And I'm turning, And I'm walking away
Don't look at me that way - I heard what you had to say It's not your place
The feelings are replaced And the words have all decayed
And it's another day
and it's another day
And it's another day
They've left you out on your own And they've broken all of your bones
And they're turning And they're walking away
And they're turning And they're walking away
tutupà, pa-tuttupà tuttupà.
(poi la canzone finisce e il disco va avanti. everybody, let me tell you about my love...
forse ripensandoci non c'è di meglio per studiare che i giorni così.
GO!)
..and the kids are insane, waitin' for the summer rain.
l'ultima volta che l'avevo scritta era anche la prima, e non avrei mai, mai voluto scriverlo. su un lenzuolo che probabilmente ora sarà a prendere polvere, in qualche sgabuzzino del Volta. ma non è questo. non adesso. non un'altra volta a parlare di chi non c'è. più. c'è una linea sottile che divide le cose da tenere per sè e quelle che no. una linea sottile e totalmente arbitraria. una retta sul piano.
e nessuno ci pensa, ai punti? saranno primitivi, ma anche loro avranno caldo, tutti lì pigiati. certo che se si fabbricasse un pinguino per ogni retta semiretta segmento e compagnia bella, la de longhi sarebbe miliardaria.più miliardaria di quanto può essere un'azienda che produce pinguini in un'area prossima alla desertificazione e alla subtropicalità. Milano-Manau in cinque minuti solari.
Poi, che c'è di cui lamentarsi? è venuto pure il freschetto. non siete contenti?
quando vanno via i miei finisce sempre che è una noia mortale, ecco cos'è. e che del terremoto di Lisbona del 1755 e di Voltaire che si azzanna con i suoi altri amichetti per dire sostanzialmente le stesse cose ma usando parole diverse, ancora ancora - ma degli ultimi imperi cristiani, dio di un dio, non riesco a studiare. ma da oggi si torna a McLuhan mon amour, e gli studi audiometrici... in chiostro.
stampi le foto, poi non rieci ad appenderle perchè lì sono troppo belle.
è normale che ci sia un corvo in terrazzo???