16/02/2007
"mi sento un po' svuotata" - mi sono alzata da dove ero seduta e mettendo il segno al libro ho pensato questo, che è una frase non mia, peraltro, e che però ha dato, nel momento in cui mi alzavo, il via ad uno di quei flussi di coscienza da dieci secondi in cui scrivi le righe più belle della tua raccolta di frammenti e piccoli racconti da poche pagine, pensi delle cose fighissime una dietro l'altra e non solo, se sei ispirato riesci pure a collegarle - come se fossero state fatte per essere messe assieme, ta-dan. semplice! Ecco, tieni conto che si tratta comunque di un momento, passa subito, e tu rimani lì come un fesso e ti ricordi mezza cosa delle sette che avevi pensato. in questo caso, una frase del cazzo, che a pensarci bene non è neanche vera, se non fosse che suona più ironica sapendo che mi stavo alzando dal cesso: però ho solo fatto pipì, e poca roba - sentirsi svuotati forse è un po' troppo, dai. certo che scrivere "mi sento un po' stanca" è decisamente lamentoso, già sentito e fraintendibile - non fa per me. poi non posso dirlo altrimenti domani mia mamma non mi fa uscire.
Comunque rimane che mi ero immaginata una serie di uno-due tra me e me veramente da champions league del due parole - belli e brevi. (come direbbero a bari.) il tutto partendo da quella frase che è l'unica cosa che mi è rimasta, e l'unica non mia, appena ho messo giù il libro della storia dei Casino Royale. è carino, è la storia di uno che racconta la storia di altri, ed è lì appoggiato sulla mensola in bagno - uno dei libri condannati alla lettura breve - ancheperchè altrimenti finirebbero subito, anche se suona come una scusa. nell'altro bagno se la giocano Maus, il fumetto, e il libro di DeGennaro. ..da mesi. Il fatto che il primo sia a figure gioca molto a sfavore del secondo, ma non solo quello, è che certe celebrazioni personali le potrei accettare al massimo da me, da altri su loro stessi...no. Di fatto Maus è quasi al termine e Tutto il mondo fuori alla diciassettesima pagina, quando il giovane luca si ritrova a bologna insieme a tutto il popolo del rock per celebrare la vestale Patti Smith. La fine del capitolo prima, quando piove a dirotto sulla sua parata e non può mettere i dischi in apertura al concerto di vasco ma siccome lui ci sta dentro la prende con filosofia e molto rock, e spara una frase da sparargli al femore, aveva decretato uno stop per quattro giornate di campionato del libro da bagno, prorogate per perdita del segno e conseguente scocciatura a dover leggere delle cose già lette e già trovate a tratti boriose. non ci siamo. Poi mi ricordo di essermi affacciata a camera mia pensando, insieme ad un altra frase da moleskine, di correre ad accendere il pc per scrivere un post, che sono mesi che non scrivo un cazzo - sì ho la mentalità da blogger, qualcosa è rimasto - ma nel frattempo ho in testa il pezzo che non mi ricordo più come fa ma ce l'ho lo stesso in mente, l'ha messo prima Michele alla radio. i new order. i new order ma un po' i joy division, l'ultimo pezzo provato, bla bla.
cazzo, era un palleggio bellissimo, alla fine parlava d'amore ma senza dirlo in faccia, in un orecchio. ho pensato, lo dico, tanto ormai sono qui... ho pensato che fosse il modo giusto di dare uno schiaffetto di vita a questo coso. non è che siano finite le cose da dire, anzi - è quella sensazione strana in cui vivi le cose, e pensi che sì, sarebbe bello raccontarle, però poi non lo fai. perchè? non so. varie ed eventuali, tra cui il fatto che certe cose avrebbero bisogno di introduzioni troppo lunghe per poi cose così brevi e concentrate che moriresti di noia tu per primo a scriverle; mancanza di tempo; ineffabilità? eccessiva bellezza! boh. altre cose; tante cose; ..non so. non so cosa volevo dire - o meglio, lo so, me lo dico spesso, questo, solo che in questo momento non è in casa, riprovo più tardi. ..vedi? è questo il sentirsi un po' svuotati che pensavo, è che perdo continuamente il filo. ogni tanto lo ritrovo ed è una festa, ogni tanto mi scordo di averlo perso. non so cosa sia meglio o peggio, e credo che in definitiva non mi importi. la verità alla fine è che io i joy division non li conosco poi così tanto bene. anzi proprio poco.
(però il pezzo mi piaceva.)
18/01/2007
Io sono un fotoreporter. Ho sempre rifiutato l’etichetta di artista, ma se qualcuno trova bella una mia foto ovviamente mi fa piacere. Dunque se un giorno gli Uffizi mi chiedessero una fotografia per esporla, gliela concederei volentieri. Però resterebbe sempre una fotografia.
Non sono sicuro che una fotogrtafia di reportage possa essere guardata come un’opera d’arte, ma sono convinto che il giudizio estetico possa essere dato solo a posteriori, e da altri. Un fotoreporter deve rimanere un fotoreporter, guai se si immagina di essere un’altra cosa. Ci sono fotografi che usano la fotocamera, contrariamente allo scopo per cui è stata inventata, per produrre immagini che già in partenza sono destinate alle pareti di un museo. Le mie foto invece sono racconti delle cose che ho visto, quindi la loro destinazione naturale è la pagina di giornale o il libro. Non sono opere, sono testimonianze. Con questo non voglio dire che una volta appese alle pareti di un museo corrano qualche rischio.
Certo, il valore simbolico passa in primo piano. Il Miliziano di Capa è diventato un simbolo perchè aveva una grande potenza espressiva. Ma rimane la testimonianza di un momento storico. Puoi anche museificaarla, ma anche fuori dal suo contesto, anche senza il contorno delle parole, in una buona fotografia, la realtà esiste. Non trovo strano che un museo come il Getty si interessi alle fotografie dei reporter. In fondo le poche foto mie che ha preso il MoMa di New York sono proprio foto di reportage. A quanto pare ci hanno visto anche una qualità estetica. Ma chi le guarda dovrebbe ricordarsi che sono solo fotografie.
Gianni Berengo Gardin.
08/12/2006
E comunque, in R4 tutti i nodi si sciolgono.
02/11/2006
da uno a dieci, la tentazione di scrivere le ennesime due righe sulla qualità del clima è molto, molto alta: un sette più. ma per stavolta sarò anticonformista verso me stessa, e liquiderò l'argomento con un bel
non sapevo di abitare in montagna!
ecco, chiuso. fine delle ostilità. ancheperchè con la frequenza con cui sto aggiornando, lascerei il parlare del tempo che fa' e del tempo che faceva per l'ascensore. un intramontabile classico, insieme al "e che scuola fai, ora?" - con la differenza che del tempo può parlarti chiunque, non solo quelli del tuo palazzo.
Poi è da una settimana che le terze pagine sono intasate dalle notizie sul tempo che fa', quello che ha fatto e le ultime teorie su quello che farà: le predizioni del tempo - se continua così e Mosca si riprende, capace che si rompa i coglioni del calcio e si metta a far ballare scimmia e pendolino sul planisfero, tanto più o meno il livello è quello. La stampa è fantastica: settimana scorsa qualcuno si è accorto che oh, caspita, è fine Ottobre e fa' caldissimo - e ha messo la notiziuola in un trafiletto sulla sua testata, allarmando il team di Studio Aperto, che ha colto al volo l'occasione di rispolverare qualche immagine di repertorio e poter tornare ai fasti delle edizioni estive: tette e culi. purtroppo i cani che vengono abbandonati in inverno non fanno notizia, altrimenti ci sarebbe stato posto anche per loro.
Voilà, è così che si avvia l'hype giornalistico: il clima non passa mai di moda, si sa. Settimana scorsa faceva caldo allora tutti allarmati ad annunciare la siccità millenaria la difficoltà per gli sciatori delle generazioni future e i circoli polari che non saranno più quelli di una volta tintarella per tutti e bla bla.
continua.
25/10/2006
è così il milan ha vinto.
E mentre il calcio di serie a diventa noioso quasi quanto la formula uno,
schumacher si ritira, e il sultano del Brunei (condizionale presente) gli costruisce un atollo tutto per lui, a forma di mondo.
Madonna rapisce bambini in Africa, Kylie Minogue vince tumori al seno, Janet Jackson si ostina a sfornare dischi, un po' come Robbie Williams, che si cura di precisare che solo in caso di innamoramento potrebbe smettere di fare musica, ma anche no.
Tiziano Ferro è contentissimo, ma non vincerà niente quest'anno in Italia, perchè ha già vinto. A Jovanotti, in fondo, non gliene frega niente.
Ceccherini bestemmia in quanto toscano, non in quanto maleducatoblasfemobestemmiatorediddìo, la Pupa e il Secchione si scoprono innamorati, lui si iscriverà in palestra, lei a scuola.
In tv danno pearl harbour, americanata classica, retrò, e incidentalmente noiosa per tutta la durata del film: neanche il colpo di scena alla fine riesce a risollevare le sorti dell'attenzione perduta - tanto si sa' che gli ameregani riescono in qualche modo ad avere la meglio. è un film americano!
e mentre fuori fa' primavera, saremmo potuti andare ovunque, ma siamo rimasti a casa.
..stare leggeri è un punto di vista!
spending warm summer days indoors.
09/10/2006
Trin…
“…Sveglia!”
“in effetti è molto mattina questo pezzo”
“Vero! Lo vedete?”
“Sì! Qui lui si è appena svegliato, e fa’…
colazione,” “sì– fa’ colazione:
mette su il caffè”, “aspetta un pochino, senza guardare – poi se lo versa tutto nella tazza
...e si siede”
“qui si..aspetta? ecco, questo è lo zucchero.” “E qui gira il caffè…”
“intanto guarda fuori
e continua a girare il caffè.”
“...E poi succedono delle cose.”
“E alla fine lui il caffè non lo beve.”
“…Esatto.”
Ed era l’andata, anche se sembrava il ritorno.
24/09/2006
What Will It Be Like When I Get Old
Will I Still Hop On My Bike, And Ride Around Town
Will I Still Want To Be Someone, And Not Just Sit Around
I Don'T Want To Be Like Other Adults
Cause They'Ve Already Died
Cool And Condescending, Fossilized
Will I Be Rich Will I Be Poor, Will I Still Sleep On The Floor
What Will It Be Like When I Get
What Will I Be Like When I Get
What Will It Be Like When I Get Old
Will I Still Kiss My Girlfriend And Try To Grab Her Ass
Will I Still Hate The Cops And Have No Class
Will All My Grown Up Friends Say They'Ve Seen It All Before
They Say Hey Act Your Age And I'M Immature
Will I Do Myself Proud Or Only What'S Allowed
What Will It Be Like When I Get
What Will I Be Like When I Get
What Will It Be Like When I Get Old
Will I Sit Around And Talk About The Old Days
Sit Around And Watch T.V. I Never Want To Go That Way
Never Burn Out Not Fade Away
As I Travel Through My Time Will I Like What I Find
What Will It Be Like When I Get
What Will I Be Like When I Get
What Will It Be Like When I Get Old